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Cosa spinge le donne e gli uomini del Terzo Millennio a ripercorrere i passi di pellegrini, mercanti e soldati che per molti secoli hanno attraversato le impervie strade che conducevano a Roma? Perché in un’epoca segnata dalla velocità e dalla comunicazione istantanea, migliaia di persone decidono di mettersi in cammino per riscoprire il piacere del viaggio lento?

La scelta della meta è spesso animata da una fede profonda, o, più laicamente, nasce dal bisogno di ritrovare il proprio posto nel mondo.
Ci sono tanti modi per percorrere la Via Francigena; c’è chi si mette in viaggio (a piedi, in bicicletta, a cavallo) per una promessa fatta a se stesso, chi per misurare la propria prestanza fisica, chi per contenere ed accettare il dolore di una perdita indicibile.
Altre volte si segue il tracciato dell’antica via per sperimentare una moderna forma di turismo, alla ricerca di borghi e paesi che conservano le testimonianze del passato. Ma tutti, al di là delle motivazioni che li hanno spinti a partire, possono sperimentare lungo il cammino alcune esperienze che investono la mente e il corpo e che a volte cambiano la vita.

C’è un momento preciso del viaggio che si ripropone in ogni tappa del cammino, quando la fatica e la spossatezza sembrano prendere il sopravvento, un momento in cui "si spezza il fiato", e allora tutto sembra possibile.

Il desiderio di raggiungere la meta lascia spazio alla consapevolezza di essere "qui ed ora" e alla determinazione della testa subentra la scioltezza delle gambe; sono loro a prendere il comando e a guidare il corpo.
Tutto acquista allora una nuova prospettiva: le riflessioni esistenziali, la vicinanza del compagno di viaggio, la dolcezza delle curve del paesaggio.
Quando tutto scorre lentamente, Il Pensiero si fa più lucido e profondo e il Paesaggio si svela al viaggiatore per stimolare la riscoperta dell' identità e il senso di appartenenza al territorio.

In queste pagine vi proponiamo di fare un viaggio insieme a noi, un viaggio in cui serviranno piedi buoni e gran cuore, ma sopratutto sguardo vigile. Potrete percorrere le vie Francigene in lungo e in largo o più pigramente coma Salgari immaginarle dal vostro divano, quel che conta è come i vostri occhi registreranno la realtà e sapranno raccontarla.